Cantina Petra

Petra: un viaggio al centro della terra del vino

02 aprile 2018 - Design stories

L’ingegno dell’architetto Mario Botta ci porta al centro della terra attraversando il cuore della collina ferrosa della Val di Cornia. È qui che nasce Petra, cantina dalle “pietre antiche”. Tra il fascino di Greci ed Etruschi, in un parco di incontaminata bellezza, la famiglia Moretti ha dimostrato il proprio amore verso questa terra con la realizzazione di un’emozionante architettura dedicata al mondo del nettare degli dei. Sorge, così, un tempio dedicato al vino e alle profonde radici storiche della Toscana. La sua struttura moderna e funzionale rispecchia la capacità dell’architetto Botta di interpretare il territorio in una chiave di grande contemporaneità conservando il fascino della natura incontaminata.

 

Quando Vittorio Moretti mi chiese di disegnare questa cantina, mi è parso di capire che, al di là degli aspetti funzionali, cercasse soprattutto un’immagine capace di comunicare la passione e l’impegno necessari a sorreggere questa sua nuova avventura” (Mario Botta). Le forme geometriche della struttura contrastano ma al contempo si incastonano e si perdono tra le linee sinuose del suolo. In un viaggio tra architettura e poesia, l’edificio si connota come un grande fiore rivestito in pietra rossa di Prun. Il corpo centrale è costituito da un cilindro che si estende in altezza e in profondità verso le viscere della collina. L’architetto, in questo modo, richiama e accenna a qualcosa che va oltre la terra stessa. Una grande scalinata esterna, contornata da un giardino pensile, conduce simbolicamente al cielo. La luce naturale penetra in tutti gli ambienti di questo corpo centrale ove si trovano al piano terra due scenografiche barricaie, luoghi di riposo del vino, le zone per l’invecchiamento, la sala acciai per la vinificazione, l’imbottigliamento e l’imballaggio; mentre, al primo piano, son disposte la moderna zona di pigiatura e la centrale tecnologica.

 

Percorrendo la galleria scavata nella montagna che attraversa gli ambienti posti al piano terra, si arriva fino ad una parete rocciosa. Uno spazio d’incontro o forse di riflessione al termine di questo cordone ombelicale che lega alla madre terra. È proprio da questa unione tra la profondità della terra e il cielo, che nasce la passione di Vittorio Moretti e della figlia Francesca. Il desiderio di realizzare un vino espressivo che sappia suscitare grandi emozioni e lasciare traccia magica nella memoria; così è nata Petra, con tre differenti unità di suolo per grandi vini che sono fedele espressione del territorio toscano.

L’impatto meccanico sulle uve e sul mosto è volutamente minimo. Nonostante il ciclo produttivo sia moderno e funzionale, il legame con la tradizione è un punto fermo. I vitigni selezionati con cura perché più adatti al microclima del luogo, producono un vino espressione di storia e passione, che riposa e affina, in barrique prima e in bottiglia poi.

 

Ulteriori curiosità su: www.petrawine.it

 

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